Micron Document
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Alessandrite
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L'mwbgalessandrite è una rara varietà di mwbwcrisoberillo, che presenta frequentemente mwcacangianza mostrando colore rosso se illuminata con luce artificiale e colore verde quando illuminata con luce naturale (l'immagine mostra la differenza).

L'effetto è dovuto alla sostituzione, in piccola parte, dell'mwcgalluminio con il mwcwcromo. Le stesse impurità di cromo sono presenti anche nel mwdacorindone (che in tal caso viene chiamato mwdqrubino) e nello mwdgsmeraldo. Anche in quest'ultimo caso il cromo è causa di un effetto di cangianza: alla luce lo smeraldo appare verde, mentre alla mwdwluce ultravioletta appare rosso per mweafluorescenza.

Contents

Note

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Generalità

L'alessandrite può essere tagliata in varie forme, e gli esemplari che mostrano maggiore cangianza possono avere prezzi molto elevati. In casi rarissimi può presentare il fenomeno del mwfagatteggiamento (nella varietà cosiddetta "occhio di gatto").

L'alessandrite è al quinto posto fra le dieci gemme più rare e più costose al mondo. A seconda del grado di qualità e purezza il suo prezzo può oscillare fra i 5.000 e i 12.000 euro al carato.

Origine e storia

Venne scoperta nel 1833 in una miniera di mwgasmeraldi (Izumrudnye Kopi) sui monti mwgqUrali, nei pressi del fiume Tokovaya, dal mineralogista finlandese Nils Gustaf Nordenskjöld, che la chiamò originariamente mwggdiafanite. Il nome di mwgwalessandrite le fu dato l'anno seguente dal conte L. A. Perovskij, che offrì la gemma al futuro zar mwhaAlessandro II di Russia, nel giorno del suo sedicesimo compleanno. Nel 1842 Nordenskjöld pubblicò il primo rapporto scientifico su questa gemma, annunciando nello stesso tempo la scoperta di uno dei granati verdi più pregiati, da lui denominato mwhqdemantoide.

Caratteristiche fisiche

L'alessandrite presenta il fenomeno del mwjatricroismo, per cui ogni cristallo contiene tre colori: verde, rosso e giallo, la cui intensità muta a seconda del punto di osservazione. Ciò comunque non è connesso con il suddetto fenomeno della cangianza, la quale, più precisamente, dipende dalla qualità della fonte luminosa e dal modo in cui il cromo assorbe e riflette la luce. Luce naturale e luce artificiale hanno una diversa quantità di colori dello spettro (blu, verde, arancio, rosso, violetto e giallo). Il cromo assorbe il giallo quando la luce bianca passa attraverso l'alessandrite, sdoppiandosi in parti uguali di blu e verde. La luce solare è più equilibrata, contenendo una quantità maggiore del tipo di verde preferito dal nostro occhio: così l'alessandrite appare verde-blu in condizioni di luce naturale, mentre sotto una luce artificiale (che contiene più rosso) il suo colore volge verso un rosso porpora. Maggiore è la concentrazione di cromo, maggiore è pure il cambiamento di colore.

L'alessandrite è una gemma di tipo II, pertanto può presentare inclusioni, in specie in esemplari che superino il carato. Ma le inclusioni non pregiudicano il suo valore, che è dato esclusivamente dalla maggiore o minore cangianza.

Giacimenti

Ai nostri giorni l'originaria miniera russa è ormai quasi del tutto esaurita. Attualmente l'alessandrite si estrae in mwkaBrasile, mwkqBirmania, mwkgMadagascar, mwkwMozambico, mwlaSri Lanka, mwlqTanzania e mwlgZimbabwe. Il maggiore e più importante produttore resta comunque l'mwlwIndia.

Note

Bibliografia

• Walter Schumann. mwngGuida alle gemme del mondo, Zanichelli
• John Sinkankas. mwoaGemstone & Mineral Data Book, Winchester Press
• Gavin Linsell, mwogDie Welt der Edelsteine (voce mwowalessandrite, pp.mwpa 58–67), Juwelo GmbH Ed. Berlin 2014.

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Collegamenti esterni

• mwqq(EN) Mindat.org.